| "SETTEMBRE
ANDIAMO..." "...
è tempo di minchiate...", completava, in forma
di greve parodia del celebre incipit dannunziano de I pastori,
il dissacratore di turno durante una pizza di classe di tanti
anni fa. La battutaccia riemerge prepotentemente da un deposito
di ricordi ginnasiali nell'apprendere la notizia dell'iniziativa
denominata "Musica e parole. 10 in Poesia". Chiedo
innanzitutto scusa per questa volgarizzazione da osteria,
tra l'altro fuori stagione visto che siamo a febbraio. Ma
la citazione non mi fa sentire sfrontato più di tanto
di fronte alla sfrontatezza del progetto che l'ha fatta riaffiorare
dal passato. "Musica e parole. 10 in Poesia" consiste
in una compilation di canzoni che utilizza testi di grandi
poeti italiani. Il tutto, a cogliere le motivazioni che sembrano
trasparire qua e là dai commenti sull'iniziativa, sembrerebbe
mirare ad un potenziamento della conoscenza poetica nelle
scuole, nella speranza di appassionare alla poesia la generazione
degli sms. Perché "ormai a scuola le poesie non
si studiano più", come dichiara con uno slancio
di insospettata passione didattica Iva Zanicchi. Che ha scelto
di cantare la versione musicalmente degenerata - nel senso
di "declassata di genere" - de La madre di Giuseppe
Ungaretti rivelandone il perché: "... l'ho conosciuto,
ci siamo frequentati, ed è rimasto nel mio cuore".
Cosa che di fatto avvenne a Salsomaggiore, in occasione del
Premio per la Regia Televisiva, nel medesimo anno della morte
del poeta. Il che avrebbe semmai dovuto far desistere "l'Aquila
di Ligonchio", per puro e semplice rispetto, da una siffatta
compartecipazione.... [continua]
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Pillole
di
Giovanni Piazza
www.giovannipiazza.it |