Antiche voci
vagano sotterranee
in angolose stanze
dove corde ed ance
vibrano
mosse da intima volontà,
sotto palazzi
che reggono il vuoto
di quadrati occhi
memori di urbana miseria,
rotte assolate tegole
su stesi stracci,
affamati volti
e stanche mani
dentro muffe mura
umide di pianto |
escono
e sorgono
sulle note del vento
tenui fili d’oro
che illuminano menti
scacciano ombre
nutrono passioni
a portare suoni e memorie
sopra i grattacieli,
dove il sole
vede Roma
sotto un cielo diverso
Riccardo Marini
Scuola Popolare
di Musica Donna Olimpia
Roma 16 gennaio 2011 |