Corsi Pre-Accademici
Orff-Schulwerk Forum
Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia
Note di Pace 2009
Note di Pace 2009
SONG OF THE BIRD
THE SONG OF THE BIRD versione italiana

Canzoni palestinesi per bambini composte da
RIMA NASIR TARAZI
(a cura di Bettina Ezbidi e Francesco Saverio Galtieri)
arrangiamenti per strumentario Orff: Maria Grazia Bellìa
in collaborazione con Edward Said National Conservatory of Music in Palestine

72 pagine (grande formato: 22x32) - I ed. 2008 (€ 15,00)
con CD audio ricco di contenuti (76 min)
Il ricavato di questo libro, per la parte degli autori sarà devoluto all’Edward Said National Conservatory of Music in Palestine e ai nuovi progetti di “Note di Pace”.
Come e perché - guida all'uso
Introduzione Rima Nasir Tarazi
Dicono di noi

IL COME E PERCHÉ DI QUESTO FASCICOLO: GUIDA ALL’USO

COME E PERCHÉ
The Song of the Bird non è volutamente un libro di canti tradizionali palestinesi, ma un libro di canzoni d’autore per bambini di una delle compositrici contemporanee palestinesi e fondatrice del movimento di rinascita culturale di questo popolo sofferente ma vitale.
La scelta è frutto di una lunga riflessione: come e con che cosa avvicinare i ragazzi italiani ad una cultura così vicina ma al contempo così sconosciuta e lontana? La scelta è caduta su dei brani di Rima Nasir Tarazi che rappresentano la tradizione di quel paese e al tempo stesso si avvicinano a noi, visto il background culturale dell’autrice intrisa anche di musica occidentale (studi classici e perfezionamento a Beirut e in Francia). Quindi un passaggio graduale per i nostri ragazzi che alla difficoltà della lingua non vedono aggiungere troppe delle difficoltà armoniche/melodiche che una diversa tradizione rappresenta. Alcuni dei brani potrebbero essere stati scritti da un autore occidentale e a prima vista potremmo non accorgerci subito della provenienza se non entrando nei testi (della stessa compositrice) che parlano di sofferenza, ma anche di speranza di gioia e di luce, di patria, ma anche del sole, di asini e così via.
Il grande Barenboim ha detto a proposito delle sonate di Beethoven: “Non si impara a suonare bene una sonata se non le si conosce tutte”.
Non è azzardato dire che queste canzoni rappresentano un primo approccio alla cultura tradizionale palestinese. Un primo passo perché tuttora non si può parlare di cultura nazionale se non collegata alla cultura dell’area in genere. Il direttore del Conservatorio Palestinese Edward Said è stato, ad esempio incarcerato durante la prima intifada perché in possesso di un centinaio di cassette di musica tradizionale palestinese.
Perché non un libro di canti mediorientali in generale, arabi e israliani? Semplicemente perché in Italia arriva una ampia documentazione delle tradizioni israeliane ma purtroppo scarsissimo materiale palestinese ed arabo e perché in fondo vogliamo rompere un equivoco: avvicinarsi ad una cultura non vuole dire assolutamente negare le altre.
D’altro canto come dice lo storico israeliano Benny Morris nel suo ‘VITTIME’:… La trattazione del conflitto da parte dei studiosi è viziata da un intrinseco squilibrio… la parte sionistica tende a essere illuminata in modo più completo e particolareggiato rispetto a quella araba. In parte ciò dipende dal fatto che gli archivi sionisti e israeliani, civili e militari, locali e nazionali sono relativamente organizzati e aperti agli studiosi da molti anni. In linea di massima i testi di questi archivi sono stati scritti da sionisti, in un contesto e da una prospettiva anch'essi sionisti. Ciò ha influenzato, com'era pressoché inevitabile, la storiografia che li ha utilizzati. Sul versante arabo l'uso dei documenti non è stato d'entità paragonabile. Gli archivi degli stati arabi sono rimasti celati agli studiosi tranne che in casi sporadici, e relativamente a questioni quasi sempre secondarie. E' perciò accaduto, molto più del contrario, che la parte araba sia stata scandagliata alla luce documentazione israeliano - sionista e occidentale…. Solo in anni recenti storici arabi - di solito residenti in occidente - hanno cominciato a pubblicare indagini serie sul conflitto arabo-sionista. Infine, è esistito tra i due schieramenti un marcato divario quantitativo. Semplicemente, gli arabi hanno prodotto molta meno storiografia, e relativo materiale a stampa (autobiografie, raccolte di documenti e simili) di quanto abbiano fatto gli ebrei.
Potremmo trasferire tutto il paragrafo spostando, il concetto di storiografia con quello di archiviazione della musica tradizionale e avremmo un quadro abbastanza accurato della situazione.
Ma questo fascicolo non è un pamphlet storico – politico. E’ una raccolta di canti palestinesi per bambini.

GUIDA ALL’USO
Come usare questo fascicolo? Per ogni canzone suggeriamo di utilizzare il titolo ed il testo con fonetica araba proprio per quel criterio di integrazione di cui sopra. Abbiamo inserito infatti il testo con caratteri arabi, e sotto le note i fonemi arabi con caratteri ‘latini’. Il lavoro di traslitterazione non è stato semplice ed è il frutto di un compromesso tra il rimanere fedeli al ‘suono originale’ e scrivere qualcosa di facilmente riproducibile per ragazzi italiani. Basti pensare al fatto che in mediooriente (cosa che accomuna libanesi e palestinesi, egiziani ed israeliani) quasi tutte le vocali non vengono scritte ma date per ‘conosciute’, che esistono una serie di suoni gutturali non usuali per noi ecc…
La linea è stata quella di modificare solamente il minimo indispensabile la scrittura dei fonemi in arabic/english (o meglio arabic/italiano) fornendo però agli insegnanti ed ai ragazzi un doppio ausilio nel Cd allegato: ogni canzone infatti è stata registrata da un coro di bambini palestinesi che quindi fedelmente riproducono il suono al quale avvicinarsi e per ogni canzone c’è anche la versione recitata dall’ autrice stessa (con ampie pause per la ripetizione delle frasi). Per una canzone (Ana Tifl Filestini) è stata inserita una versione cantata anche da bambini italiani proprio per far capire che con un minimo di elasticità si può ottenere un discreto risultato. La stessa elasticità che suggeriamo di utilizzare nell’affrontare i brani: non è infatti obbligatorio imparare tutte le strofe di un brano; se nel gruppo ci sono bambini di lingua madre araba si potrà usare una formula ‘responsoriale’ nella quale questi bambini potranno cantare la strofa e tutti insieme i ritornelli, semplificando ulteriormente il lavoro.
Per ogni canzone è stata fornita inoltre una traduzione in italiano, volutamente non artistica. Le canzoni non sono pensate per essere cantate in italiano, ma la traduzione è senz’altro utile non solo per comprendere quello che si canta, ma anche per aprire in classe momenti di riflessione sulla multiculturalità.
Le canzoni sono accompagnate da una sezione di suggerimenti per situazioni con o senza strumentario Orff. Per ogni canzone, infine, sarà disponibile sul sito www.donnaolimpia.it/songofthebird il download dei midifile per eventuali giochi didattici o accompagnamenti. Tutto questo lavoro è stato molto più complesso forse di quanto si possa immaginare: ostacoli tecnologici, di lingua, burocratici…

Il coro che intraprende lo studio dei canti presenti in questa raccolta, assieme al piacere di intonare nuove melodie, avrà l’occasione di avvicinarsi ad una tradizione culturale lontana dalla nostra. I testi dei canti, infatti, raccontano di zone geografiche non sempre note, di situazioni di vita quotidiana semplici e allo stesso tempo intrise di vicende sociali non sempre facili. Nei testi si legge la sofferenza di un popolo e la gioia per le piccole cose, la forza di ricominciare e la speranza. I testi sono stati tradotti in italiano e serviranno agli insegnanti che avranno così l’occasione di poter avviare le proprie personali considerazioni sul significato proprio del testo e decidere, in base alle età dei coristi, come presentare loro il contenuto. Ai bambini più piccoli probabilmente si deciderà di raccontare, in maniera narrativa, attraverso il ricorso a piccole drammatizzazioni; ai più grandi sarà più semplice introdurre gli argomenti anche dal punto di vista storico/geografico. In questo caso i ragazzi potrebbero essere coinvolti nella raccolta di documenti relativi all’area geografica in questione.

CREDITS
Inoltre nel fascicolo sono inseriti dei “Racconti di viaggio” estrapolati dalle testimonianze di alcuni dei docenti coinvolti nei progetti “Note di Pace” dal 2003 ad oggi (Paola Anselmi, Walter Fischetti, Ciro Paduano, Annibale Rebaudengo, Francesca Scaglione e Adalgisa Turrisi). Questi RACCONTI vogliono rappresentare alcuni ‘colori’ di una tavolozza che non ha la pretesa di essere esaustiva o storico/politica ma un insieme di emozioni profonde e sincere e come tali vanno letti. Il fascicolo è frutto quindi di un lavoro di équipe. Per gli arrangiamenti per strumentario Orff Maria Grazia Bellia, per le traduzioni Livia Di Girolamo, Asciur Jamahl, Chiara Uccello, per l’impostazione generale Bettina Edzidi, l’autrice Rima Nasir Tarazi, Ciro Paduano e Giovanni Piazza, per il coordinamento degli spartiti anche Giordano Leoni, per l’ottimizzazione delle foto Chiara Scategni, per i suoi suggerimenti editoriali Giovanni Piazza, per le correzzioni di bozze Fabrizio Salvati oltre al lavoro prezioso di Maria Grazia Bellia che ha sperimentato sul campo i canti con i bambini delle scuole Popolari di Musica Donna Olimpia, Insieme per Fare e Testaccio. Infine non possiamo non ringraziare per aver partecipato e sostenuto la realizzazione del progetto l’International Society for Music Education ISME e la Gibson Foundation con il Gibson Awards 2008 for music education, il Comune di Roma Ufficio Relazioni Internazionali e sempre il Comune di Roma - Roma per la Pace a Gerusalemme che dal 2003 al 2008 ha sostenuto i progetti di ‘Note di Pace’. Gli incassi di questo libro, per la parte degli autori saranno devoluti all’Edward Said National Conservatory of Music in Palestine e ai nuovi progetti di “Note di Pace”. E’ in fase di stampa una versione in inglese di questo fascicolo, ed è in preparazione un fascicolo con repertorio tradizionale mediorientale. E’ consigliato un uso abbinato di questo fascicolo con la raccolta “Aghanina” (Le nostre canzoni) edita dall’Edward Said National Conservatory of Music.
NOTA EDITORIALE ALL’EDIZIONE ITALIANA
Giovanni Piazza
Con The Song of the Bird si apre una nuova sezione della collana OSI-MKT dedicata alle testimonianze provenienti da varie parti del mondo. In particolare questo primo fascicolo ci pone di fronte ad una realtà socio-culturale talmente distante dalla nostra da rischiare di restarne disorientati. Una testimonianza insolita in quanto riflessa nel contenuto di canti per bambini composti da una autrice e didatta palestinese. Una testimonianza alla quale, però, ci è sembrato importante accostarsi anche per meglio capire fenomeni di complessa relazione sociale di fronte ai quali ci troviamo sempre più spesso nell’ambito della nostra attività didattica, ormai decisamente multiculturale. Il fascicolo, attraverso un lavoro scientifico di documentazione, vuole raccontare la difficile situazione nella quale crescono oggi – e non da oggi – i bambini palestinesi e delle realtà con cui debbono confrontarsi. Solitamente i canti dedicati all’infanzia, anche nei repertori di tradizione di diverse realtà etnico-geografiche, siano essi rituali o narrativi, esprimono contenuti generalmente positivi, adatti alle prime età. Invece nel presente caso, oltre ad aspetti poetici, etici e socializzanti le canzoni non possono non contenere esplicite immagini di una realtà cruda e di ‘guerra’, quale quella che quotidianamente un bambino palestinese vive sulla propria pelle e che spesso riesce a vivere, nonostante tutto, con l’innocenza propria dei bambini.
Chi vorrà servirsi di questo fascicolo, animatore, operatore, docente o insegnante, potrà valutare ciò che è utilizzabile nel proprio ambito e in ordine ai propri obiettivi, e se necessario contestualizzarlo. Nel fascicolo vengono forniti alcuni esempi di utilizzazione di brani da noi ritenuti più plausibili rispetto ad una nostra comune sensibilità.
PER ORDINARLO
• Scrivere una email a musikit@libero.it
Presso la sede della Scuola popolare di Musica Donna Olimpia
• Presso la segreteria dei corsi Orff durante le date dei corsi e dei seminari di Roma
torna al programma Note di Pace 2009
Download PDF
Collaborazioni avviate nell'ambito del progetto Note di Pace 2003/2007
Estratto rassegna stampa
Estratto lettere di ringraziamento e patrocini
Attività Note di Pace 2002/2007
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