| DICONO
DI NOI |
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PADRE ARMANDO PIERUCCI
- Gerusalemme
organista, fondatore dell'istituto
Magnificat di Gerusalemme
Caro Checco,
ho dedicato un'oretta a scorrere il libro
"The Song of the Bird",
e ne ho ascoltato i canti.
E' un progetto molto impegnativo. Immagino
quanto lavoro è costato a te e agli
altri che vi hanno collaborato. Ne sono
rimasto entusiasta; e non solo per l'efficenza
della realizzazione, ma anche per l'aspetto
morale, molto incoraggiante anche per me.
......
Dalle notizie di questi giorni sembra che
la pace passi sul tavolo dei bambocci incravattati
che hanno "fermato" la guerra.
La pace passa più facilmente sul
canto di questi bambini, la terza generazione
nata nei campi profughi. Sono capaci di
far musica, di piantare alberi, di guardare
al futuro, di sorridere nella loro tragedia.
Chi li fermerà, soprattutto ora che
hanno la musica sotto gli occhi e che qualcuno
li aiuta a cantare?
.... Grazie e complimenti vivissimi a te
e a chi ha lavorato con te.
Ciao.
Tuo aff.mo fr. Armando |
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Franca Ferrari
titolare di Pedagogia Musicale al Conservatorio
"L. Refice" di Frosinone
La pubblicazione di The Song of
the bird offre una opportunità
molto carina per organizzare un approccio
vivo alla lingua araba in classi in cui
siano inseriti bambini provenienti dal
Medio Oriente. Il CD allegato al volumetto
consente infatti di ascoltare le voci
dei bambini palestinesi e di imparare
dal loro canto il suono della loro lingua.
Nello stesso tempo, dà la possibilità
concreta di metterne a punto la pronuncia
con l’aiuto dell’autrice stessa
dei canti – la musicistica palestinese
Rima Nasir Tarazi- che ne propone il testo
frase dopo frase, lasciando il tempo per
la ripetizione, proprio come in un laboratorio
linguistico.
Musicalmente, il repertorio è evidentemente
pensato per i bambini palestinesi, per
i quali l’autrice ha cercato non
solo la possibilità di memorizzare
testi semplici, ma significativi, che
coltivino in loro l’affezione alla
terra natale e fungano da sostegno nei
momenti di amarezza, ma anche una opportunità
di crescita culturale, attraverso l’acquisizione,
un canto dopo l’altro, di forme
e stilemi delle tradizioni musicali europee.
In questo senso, il volumetto rappresenta
effettivamente, e da ambo le parti, uno
strumento per stimolare l’incontro
interculturale.
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recensione
uscita sul n° 159 di Musica Domani
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