| INTRODUZIONE
RIMA NASIR TARAZI
Compositrice, fondatrice dell’Edward
Said National Conservatory of Music
Ho sempre adorato i bambini, sin da quando
ero molto giovane. In loro ho sempre visto
tutto quello è davvero la vita: nel
loro sorprendersi innocentemente per ogni
cosa che incroci il loro cammino, nella
loro curiosità e voglia di imparare
e sperimentare, nella loro bramosia di esseri
liberi dall’infanzia, di sapere e
conoscere, e di abbracciare l’enorme
e misterioso mondo che li circonda.
Ho sempre sentito che occuparsi
dei bambini ed essere responsabili della
loro formazione è una missione sacra
che deve essere presa molto seriamente.
Scrivere queste canzoni
è stato un mio modesto tentativo
per provare a rendere più dolce l’ambiente
amaro che circonda i bambini Palestinesi,
facendo della musica una parte della loro
vita. La musica è una fonte di gioia
per i bambini, che permette loro di esprimersi
con spensieratezza. Il suo valore come mezzo
di divertimento e di espressione di sé
stessi è potenziato dalla sua efficacia
in quanto strumento di educazione.
La musica, e la canzone in particolare,
può essere utilizzata per promuovere
dei principi e degli atteggiamenti sociali,
e per scoprire abilità e conoscenze
in vari campi. Volevo raggiungere questo
obiettivo scrivendo canzoni che potessero
anche contribuire nell’educare i nostri
bambini ad affrontare la durezza dell’occupazione
di Israele. Ho provato a farlo attirando
la loro attenzione sulle cose belle che
ci sono nel loro paese e nelle loro vite:
un frutto, un fiore, un olivo, la luna,
il sole e le stelle. E, soprattutto, ho
trovato questo molto importante per riuscire
a mantenere vive la speranza e la gioia
nei loro sensibili cuori.
Ho scritto i testi e le
musiche di tutti i pezzi, all’infuori
del testo di “Ya Balady” (“Oh
Mia Patria”) che è stato scritto
dalla defunta Sameeha Khalil, una collega
ed un’amica, che è stata la
fondatrice e la presidente dell’Associazione
di Inash El Usra, dove insegnai queste canzoni
ai bambini del pre-scuola.
“Al Asfur”
(“La Canzone dell’Uccellino”),
scritta nel 1979 in occasione dell’Anno
Internazionele del Bambino, è stata
la prima di una serie di quattro canzoni
- “Hadi Ard Ejudi” (“Questa
è la Terra dei miei avi”),
“Ana Tifl Filastini” (“Sono
un Bambino Palestinese”) e “Al
Quds”. Sottolinea la brutalità
alla quale erano soggetti i nostri bambini
durante i primi anni dell’occupazione,
finendo con una nota positiva. Questa canzone
diventò popolare in molte parti della
Palestina e all’estero, cantata meravigliosamente
dal soprano Tania Tamari Nasir in molte
occasioni. Il suo successo mi ha incoraggiato
a lanciarmi nell’impresa di scrivere
dei testi per canzoni mature che sarebbero
potute diventare la testimonianza della
sofferenza e delle speranze della mia gente.
Poco prima dell’Intifada
del 1986, scrissi “Hikmat Atfal”
(“La Saggezza dei Bambini”)
una canzone che involontariamente ha predetto
degli eventi futuri nei quali i bambini
hanno ricoperto ruolo considerevole. “Al
Hurryie” (“Canzone della Libertà”),
che arrivò al culmine dell’Intifada,
rispecchia la grave situazione di quel momento.
E’ seguita da “Al Zaitune”
(“L’Ulivo”) e “Ammi
Ja Bustangi” (“Il Giardiniere”)
con le quali ho provato a distogliere l’attenzione
dei bambini dalla sofferenza di quel periodo
e ad offrire loro una tregua dalle esperienze
traumatiche della vita quotidiana.
Prego affinché il
miracoloso potere curativo della musica
e delle canzoni porti conforto a tutti i
bambini che hanno vite contaminate da indescrivibili
sofferenze, che li sollevi dai dolori e
dalle pene e che li renda capaci di sentire
il calore della speranza e di apprezzare
la gioia dell’essere parte di questo
mondo meraviglioso. |