18/19
ottobre 2008
Earth'n'Hearth Rhythms - Ritmi della
terra e del cuore
(Daniele Vineis)
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Il
cerchio – la tribù
Obiettivi:
- Sperimentare varie modalità d'improvvisazione
e linguaggi improvvisativi di culture
extraeuropee.
- Acquisire un primo repertorio di musiche
per percussioni, riferite a vari contesti
culturali, utilizzabili in ambito scolastico
- Avviare un percorso di apprendimento
alla notazione musicale occidentale con
particolare riferimento alla scrittura
ritmica
- Sperimentare varie modalità di
lavoro di gruppo.
- Sperimentare l’utilizzo creativo
di musiche riferite a varie culture,
generi e stili.
Metodi:
Il laboratorio tenderà ad un
intreccio continuo di vari metodi di
lavoro:
- Esecuzione d’insieme
- Ricerca improvvisativa di gruppo
- Ricerca compositiva individuale e
in gruppo
- Ascolto, analisi ed elaborazione
collettiva
Contenuti:
Il laboratorio percorrerà strade
le più diverse: il gruppo di
lavoro sceglierà i percorsi,
i repertori, le funzioni (divertimento,
festa, rituale, ecc…); l'ambiente
condizionerà le modalità di
comportamento, i modelli relazionali
personali e di gruppo; gli strumenti
a disposizione permetteranno la sperimentazione
e la scoperta di tecniche strumentali
e culture musicali disparate.
I brani (molti dei quali solo come
frammenti o rivisitazioni semplificate
a scopo didattico), verranno esplorati
e sperimentati come:
Ascolto - Analisi - Esecuzione - Ri/Composizione
Tematiche affrontate:
- Dai ritmi naturali alla didattica del ritmo
Progetti didattici che, partendo dai ritmi del cuore, delle stagioni ecc. portino
ad una concreta percezione del RITMO musicale.
Ma cos'è il ritmo? Accenni teorici sì, ma molta, moltissima pratica.
- Tecnica di base degli strumenti a percussione
Esercitazioni pratiche sui principali strumenti a percussione e loro applicazione
in un contesto didattico.
- Uso didattico di strumenti a percussione e oggetti sonori
Attività esecutive, improvvisative, compositive. Giochi, percorsi, progetti,
per sviluppare nei bambini, grazie alle percussioni, il "piacere del far
musica".
- La musica d'insieme come socializzazione
Per un naturale e sereno inserimento del singolo individuo nel gruppo-orchestra.
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13/14
dicembre 2008
La musica della Parola
(Antonella Talamonti)
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Questo
seminario propone la prima parte di
un lavoro che ho sviluppato negli anni
con musicisti, danzatori ed attori.
L’obiettivo è quello di
fare esperienze di improvvisazione
collettiva,
utilizzando il materiale sonoro di uso
quotidiano che ci è più familiare
: la parola.
Partendo da testi, proposti dall’insegnante
o dai partecipanti o prodotti insieme,
si farà pratica insieme di alcuni
punti chiave della comunicazione musicale,
cominciando ad improvvisare in gruppo
: come si stabilisce un sistema di
regole, come si individuano le proposte
dell'altro , come si può costruire
una risposta coerente.
Inoltre, attraverso esercizi, ascolti
guidati e analisi collettive , si farà
un lavoro sulle proprie modalità percettive,
portando l’attenzione sui tratti
musicali del parlare quotidiano : come
si fa musica quando si interagisce
con altri, si parla, si sta in silenzio.
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10/11
gennaio 2009
Col corpo capisco (Paola
Anselmi - Adalgisa Turrisi)
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Il
movimento: prima e più spontanea
risposta del bambino alla musica; una
chiave straordinaria per guidarli all’apprendimento
del linguaggio musicale.
La prima vera forma di comunicazione
di un bambino molto piccolo è il
linguaggio del suo corpo e il linguaggio
del corpo diventa il tramite vincente
per guidare un bambino alla scoperta
del linguaggio musicale. Giochi,
esperienze, attività per risvegliare
la nostra sensibilità motoria
e rimetterci in comunicazione profonda
con i bambini.
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21/22 febbraio
2009
Body-mind-rhythm (Elina
Kivela)
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Una
prima parte del seminario sarà
dedicata a ‘risvegliare’
corpo e sensi prima di partire
ad esplorare rimcihe con il nostro
corpo.
Il lavoro sarà organizzato
andando da ritmi semplici a via
via piu complessi, utilizzando
body percussion e movimento. Movimento
come combinazione di ‘danza
del cervello’ e destrezza
nella coordinazione motoria
Il seminario includerà
anche giochi ritmici per bambini,
giochi e coreografie di body percussion. |
14/15 marzo 2009
Kitar - La didattica collettiva
della chitarra (Sylvie Genovese)
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La didattica collettiva,
una scuola di vita, come creare un
mondo ideale dove tutte le competenze,
esigenze, conoscenze diverse vanno
messe insieme senza gerarchie di
valore, perché ogni nota è importante
allo stesso modo. E’ un microcosmo, è un
imparare a stare insieme non parlando
bensì suonando. Non si tratta
solo di trasmettere tecniche e repertorio
ma di formare personalità musicalmente
mature , oltre che abili con lo strumento,
stimolare la creatività e
inventare insieme un’ espressione
corale che non trascuri nessuno ,
integrando tutti i livelli di competenza.
Un corso di musica d’insieme
ma soprattutto un corso di strumento
dove lo studio comincia dalla relazione
corpo-strumento, dall’esplorazione
della chitarra come oggetto sonoro
tastandola in tutti sensi e in tutte
le direzione ,dal svegliare le dita
, aprire degli occhi alla punta di
ogni dito, prendere le impronte, capire
le distanze per sviluppare la coscienza
del gesto portatore di suono, l’uso
della forza senza tensioni e la cura
di un suono individuale in vista della
costruzione di un suono d’insieme.
La tecnica strumentale affrontata e
suonata insieme è esaltante, è un
momento unico per valorizzare delle
qualità come la pazienza, perseveranza,
la fiducia, creando un silenzio interno
che permetta di capire senza giudicare
mettendo a frutto ogni errore. Il suonare
lo sappiamo non è solo muovere
le dita e anche allenare la mente a
una forma di presenza diversa del solito.
La chitarra è uno strumento
multiple, dal flamenco al jazz, dal
classico a l’hard rock, ma questo
non mi riguarda, mi voglio concentrare
sui i codici comuni a tutte queste
chitarre per dare una buona base e
indipendenza che sia utile per qualsiasi
tipo di strumento si voglia suonare.
D’altra parte non si tratta di
un metodo ma piuttosto di una proposta
per uscire dai metodi come un invito
a ogni insegnante a organizzare il
suo insegnare privilegiando e stimolando
la creatività sua e dell’allievo.
Non trascuriamo niente, serve tutto:
dai misteri del alfabeto musicale (leggere
una partitura, cantare, scrivere, trascrivere
, capire l’armonia , i ritmi
diversi, dare un nome alle cose), a
esercizi sulla chitarra per scogliere
le mani, svegliare ogni dito , esplorando,
tastando la chitarra in tutti sensi
e direzione . Lo studio della tecnica
strumentale è dunque centrato
su
la relazione corpo/strumento.
sulla coscienza del gesto portatore
di suono.
sulla cura del suono individuale in
vista della costruzione di un suono
d’insieme.
sull’uso della forza senza tensioni.
Il repertorio è scelto tra la
polifonia rinascimentale, la canzone,
i compositori classici e diversi arrangiamenti
scritti da me di brani sud-americani
e africani.
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28/29
marzo 2009
Le parole del corpo (Marcella Sanna
- Francesca Lanz)
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Comunicazione
emotiva e movimento espressivo
nell’educazione
al suono e alla musica
Finalita' generali
Il
movimento espressivo inserito all'interno
di una educazione musicale
globale, offre l'opportunità all'insegnante
(e quindi al bambino di riflesso)
di sperimentare in prima persona
e in forma attiva, le proprie potenzialità nel
manipolare un linguaggio a lui
familiare e al tempo stesso misterioso.
Attraverso l’ aspetto espressivo
del movimento è possibile
arrivare ad una coscienza funzionale,
sensoriale ed emotiva del proprio
corpo che diventa un vero e proprio "strumento" capace
di produrre "movimento".
Il movimento in generale fornisce
gli elementi per una educazione
all'ascolto, stimola lo sviluppo
del senso ritmico e l'organizzazione
delle coordinate spazio temporali,
favorisce i processi di socializzazione
e produce una consapevolezza nell'uso
del proprio corpo nella sua interezza
e nelle sue parti dissociate. Il
movimento espressivo permette ai
partecipanti di esprimere attraverso
il proprio corpo emozioni e sensazioni
; favorisce i processi di astrazione,
creazione ed invenzione personale,
da l'opportunità ad ognuno
di trasformare qualsiasi movimento
in un gesto artistico, di elaborare
un processo di continui passaggi
dal concreto all'astratto e viceversa.
La condivisione di esperienze di
creazione di più o meno
semplici coreografie basate su
temi emozionali, fa in modo che
le dinamiche relazionali, tra i
partecipanti, siano di una notevole
intensità : non è più semplice
socialità o processo di
socializzazione, è un entrare
l'uno nell'altro, è conoscersi
profondamente a volte senza parlare è in
poche parole innescare quello che
significa in generale il processo
artistico .
Metodologia di lavoro
Il corso è prevalentemente
operativo: attraverso il coinvolgimento
attivo dei partecipanti si intende
offrire un approccio diretto ed
immediato al fare musica attraverso
il movimento. A questo scopo i
partecipanti verranno messi nella
condizione di lavorare e apprendere
come se fossero essi stessi un
gruppo classe. Le esperienze fatte
saranno di volta in volta oggetto
di riflessione, sia per chiarire
la logica dell’itinerario
didattico seguito che per dare
ulteriori suggerimenti per la prassi.
Il punto di forza di questa alfabetizzazione
musicale è il gioco e attraverso
il gioco la conoscenza e l’uso
del proprio corpo e degli oggetti
sonori, così come l’apprendimento
di regole. Motore ideale dell’apprendimento è il
fantastico, quel potentissimo contenitore
emotivo fatto di immagini, metafore,
storie, sogni e quant’altro
in grado di fornire a ciascuno
la motivazione profonda della sua
partecipazione. Nella selezione
dei contenuti così come
nella impostazione della metodologia
questa filosofia di intervento è flessibile,
in grado di diversificarsi a seconda
dell’età di riferimento
e dello stadio evolutivo musicale
dei singoli nel gruppo.
Obiettivi
- Sviluppo della coordinazione
ritmico-motoria
- Sviluppo delle potenzialità espressive
attraverso il movimento e la voce
- Sviluppo della capacità relazionali
attraverso attività individuali
e di gruppo
- Sviluppo della capacità di
tradurre graficamente gesti e movimenti;
- Interpretare con il movimento
linguaggi verbali e non
- Sviluppo della creatività attraverso
l’invenzione di coreografie
ritmico-espressive
- Sviluppo della capacità di
ascolto formale attraverso l’uso
di danze/gioco strutturate
Contenuti
- Il corpo come strumento per l’acquisizione
della dimensione spazio-tempo
- Consapevolezza delle potenzialità espressive
del proprio corpo
- gli oggetti e i materiali come
stimoli per il movimento - ruolo
individuale, nella coppia e nel
gruppo
- Il movimento e la voce come mezzi
di espressione e comunicazione
- Giochi cantati e giochi parlati
- Coreografie ritmico-espressive
Argomenti
- Esplorazione dello spazio attraverso
il movimento
- Relazione movimento-voce come
elemento di comunicazione e dialogo
- Interpretazione gestuale, corporea e vocale dei diversi linguaggi
- Composizione elaborazione invenzione di coreografie di gruppo
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28/29
marzo 2009
Un giorno mi sono perso dentro un
quadro (Maria
Grazia Bellia)
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Percorsi operativi di composizione
empirica per un teatro musicale nella
scuola
Ti è mai capitato di parlare
con un quadro? Ti sei mai fermato
ad ascoltarlo? Ogni quadro ha qualcosa
da dirci; i quadri parlano e ci dicono
di storie antiche, di mondi sognati,
di attimi in cui tutto si è fermato.
Proviamo ad ascoltare cosa hanno
da raccontarci volti, piazze, paesaggi
e città. Più in là ci
sono quadri fatti di punti che sembrano
danzare e mille linee che si aggrovigliano
e poi si sciolgono cantando ognuna
la propria storia. Facciamo musica
nell’atto di ridare vita a
tutto ciò, a tutte quelle
cose che solo per un istante si sono
fermate. Quello che dentro un quadro
sembra fermo ha una vita, ha voce
e movimento, ha suono. Fermiamoci
per qualche istante a guardare, nel
silenzio ad ascoltare e costruiamo
così la nostra musica. Daremo
suono ai volti e alle storie che
il pittore ha fermato col suo pennello
oppure alla più segreta musica
di linee, volumi e colori.
Finalità, obiettivi
e contenuti
Il seminario offre agli insegnanti
gli strumenti operativi per condurre
nelle proprie realtà lavorative
progetti musicali di composizione
empirica nell’ambito di attività di
teatro musicale. La consapevolezza
che si può fare teatro mettendo
in scena la musica pone le basi
di un lavoro di ricerca e sperimentazione
che vede i partecipanti accostarsi
al mondo dei suoni in maniera globale
e creativa. Nell’ambito di
un lavoro pratico ognuno indossa
i panni del compositore, colui
che crea operando scelte, selezionando
materiale nella ricerca di una
forma. Suoni, parole e azioni si
intrecciano in un percorso in cui
ognuno può inventare, trasformare
e comporre. Le regole possono essere
date, ricavate dall’ascolto
o si possono arbitrariamente stabilire
prendendo spunto da stimoli extramusicali
o dal caso. Il palcoscenico é quindi
vissuto come un luogo in cui la
musica, interagendo con gli altri
linguaggi espressivi, può rappresentare
se stessa attraverso la voce, il
movimento e gli strumenti (tradizionali
e non).
Nel corso del seminario attraverso
attività pratiche di rielaborazione
ed esplorazione di suoni, parole
e oggetti di uso quotidiano si darà vita
a un’esperienza di musica globale
in cui ogni stimolo diventerà un
pretesto per inventare, improvvisare
e narrare. In un giorno mi son perso
dentro un quadro ogni tassello, nella
sua organicità ed unicità,
vive in relazione agli altri formando
una rete di eventi musicali creativi
ed espressivi. Il seminario fornirà ai
partecipanti gli stimoli per progettare
eventi di teatro musicale e per ideare,
all’interno di uno spazio scenico,
installazioni sonore interattive.
Queste rappresentano un efficace
strumento per esplorare, narrare
e improvvisare.
Le produzioni musicali dei partecipanti
verranno registrate. Le attività che
nasceranno durante il seminario (produzione
letterarie, eventuali partiture,
audio, video, ecc.) verranno raccolte
in un cd-rom che verrà consegnato
all’organizzazione alla fine
del lavoro come documentazione. Il
cd-rom conterrà anche la dispensa
del corso e tutti i materiali sonori
utilizzati. Il seminario si rivolge
a insegnanti di scuola elementare
e media, ad operatori musicali, ad
allievi dei corsi di Didattica della
musica.
Metodologia
La metodologia che sta alla base
di questo lavoro promuove un approccio
didattico in cui l’insegnante
e gli allievi sono protagonisti
attivi nella costruzione di quella
ragnatela di sapere e conoscenza
che nasce da interessi, bisogni
e motivazioni di ciascuno e che
empiricamente procede sulla via
dell’apprendimento.
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4/5
aprile 2009
PentaJazz (Sestino Macaro)
*presso
la Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia
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Il seminario si riallaccia ai precedenti
seminari tenuti da Sestino Macaro
e da Macaro e Piazza insieme. Vuole
presentare una serie di sviluppi
già sperimentati o possibili,
derivati dalla pratica del Pentajazz:
quella pratica di recente ideazione
che ha l’obiettivo di consentire
un approccio elementare ma diretto,
una "immersione" immediata
nel linguaggio e nello stile jazzistico.
Una immersione garantita dalla scelta
di campi di azione ben delineati
e - per così dire - a "portata
di intuito". I mezzi tecnici
e pratici attraverso cui passa e
si sviluppa questo approccio sono
le pentafonie (scale di cinque suoni
che offrono una grande praticabilità melodica
e armonica), lo strumentario Orff
intonato (che grazie alla estraibilità delle
barre può essere facilmente
predisposto sulle sole note dell'una
o dell'altra pentafonia) e numerose
basi registrate composte ad hoc da
Macaro. Con la impareggiabile conseguenza
di offrire all'esecutore (bambino,
ragazzo o adulto che sia) un campo
di note che "non consente errori" garantendo,
al contempo, la “tipicità” del
risultato.
Fino ad ora il seminario si è posto un duplice obiettivo a livello intuitivo
ed empirico: consentire un approccio agevole ed immediato all’area del
sound e del linguaggio jazzistico e allenare a un primo senso ritmico e improvvisativo
in ambito jazzistico, integrandolo con attività di canto e body percussion.
Ma poiché dopo e attraverso l’”immersione” è indispensabile – per
un percorso che voglia essere formativo - arrivare a una graduale razionalizzazione
e a progressivi livelli di competenza, in questo seminario “in progress” si
vogliono affrontare sviluppi elaborativi e improvvisativi più articolati
e consapevoli: da un lato evolvendo pratiche di acquisizione cognitiva di procedure
ed elementi tipici del linguaggio jazzistico; dall’altro presentando in
video e sperimentando direttamente modelli di strutturazione già prodotti
in ambito scolastico elementare.
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