
20
ottobre 2012 - Accoglienza
e presentazione attività
video |
Orff-Schulwerk. Una parola difficile
per un’idea pedagogica semplice:
la musica si impara facendola e
non astraendola. Imparare a scrivere
le note sul pentagramma non significa
‘imparare la musica’
ma imparare a codificarla: cominciare
a valle anziché a monte.
La musica si ‘impara’
invece, in primo luogo, traducendo
in concreto il proprio bisogno di
viverla fisicamente ed emotivamente,
così che essa contribuisca
alla nostra formazione e crescita
globale come individui. Si ‘impara’
attraverso una esperienza creativa
e collettiva che coinvolga tutto
cio` che alla musica e` o puo `
essere inerente: gesto, movimento,
danza, scansione verbale, vocalita`,
strumentario musicale, drammatizzazione
e performance. Attraverso tutto
ciò potremo ‘imparare’,
cioe` ‘capire’ la musica:
capire come e perche´ essa
nasce, individuarne le componenti
espressive e strutturali e, infine,
razionalizzarla, anche attraverso
la notazione come indispensabile
forma di memorizzazione e di comunicazione.
Orff-Schulwerk,
letteralmente tradotto: opera
didattica di Carl Orff, il compositore
tedesco autore dei “Carmina
Burana”. Non un è
‘metodo’, come è
comune denominarlo in Italia,
perché non è costituito
da una serie vincolante di esercizi
progressivi che portano a una
determinata abilità, ma
piuttosto una linea pedagogica
che lascia grande spazio all’inventiva
personale. Una linea rappresentata
ad oggi da oltre venti riedizioni
o adattamenti dei testi originali,
in diverse lingue, tra cui la
rielaborazione originale italiana,
dovuta a Giovanni Piazza, e da
46 Associazioni internazionali,
tra cui l’OSI – Orff-Schulwerk
Italiano, che si occupano della
diffusione e del rinnovamento
dell'educazione musicale.
Struttura
del
percorso
di formazione
Crediti
formativi